La respirazione yogica completa

Respirazione yogica completa
Respirazione yogica completa

Prima di trattare da un punto di vista tecnico la respirazione yogica completa, può essere utile e interessante percepire in questo preciso momento il proprio respiro. Percepire l’intensità, il ritmo e dove si manifesta nel tronco. Forse si può sentire nel petto, nella gabbia toracica o nell’addome. Come spesso accade quando si analizzano sensazioni nel corpo, non c’è una risposta più corretta di un’altra. Ora si può provare a respirare più profondamente, a coinvolgere con la respirazione tutto il busto, dall’addome al petto…ci stai riuscendo? Se la tua risposta è affermativa, allora sappi che ti stai avvicinando a quello che è la respirazione yogica completa. A questo punto entriamo nel dettaglio.

La meccanica della respirazione

Il diaframma con il suo movimento e con la collaborazione di altri muscoli, permette all’aria di entrare e uscire dai polmoni. In questo modo l’aria inalata, tramite reazioni biochimiche rapidissime, scambia l’ossigeno nutriente per le cellule con l’anidride carbonica (espulsa durante la fase dell’espirazione). La rete è ricca di materiali che spiegano in dettaglio questo processo; per approfondire se ne consiglia la consultazione.

Gli āsana dello yoga favoriscono la respirazione perché agiscono su tutta la muscolatura coinvolta in questa operazione.

La respirazione yogica frazionata

Le aree interessate dalla respirazione sono quella del petto (denominata anche clavicolare), toracica e addominale. Quando si prova a portare la respirazione in una sola di queste aree, la respirazione prende il nome di frazionata.

La respirazione addominale

Si presenta come un movimento di sollevamento e ritrazione della zona compresa tra l’ombelico e il basso ventre. In posizione supina, è possibile notare che durante l’inspirazione, l’addome pare gonfiarsi in fuori, quando si espira l’addome ritorna verso la schiena. Ciò che interessa di più è però la respirazione addominale in posizione seduta: in questo caso si potrebbe percepire il coinvolgimento dei fianchi e della zona lombare (in corrispondenza delle ultime costole).

La respirazione addominale è molto utile nei periodi di stress o quando si sente di essere “senza fiato”.

La respirazione toracica

Si esegue portando il respiro nella parte centrale del busto. Le costole seguono il movimento respiratorio allargandosi verso l’esterno durante l’inspirazione per restringersi quando si espira. Si può paragonare il movimento a quello della fisarmonica. La respirazione toracica massaggia e tonifica il diaframma, allenta le tensioni nella parte dorsale della schiena.

La respirazione clavicolare

Prevede che il respiro venga portato verso l’alto, verso le clavicole. Il petto si solleva a ogni inspirazione e si abbassa durante l’espirazione. Portare il respiro in questa zona permette di distendere la muscolatura alta della schiena e delle spalle.

La respirazione yogica completa

Da sapere che…

Quando si uniscono in un unico atto respiratorio le tre aree precedenti del corpo, si parla di respirazione yogica completa. L’inspirazione inizia nell’addome, prosegue nel torace e termina nel petto. L’espirazione segue lo stesso percorso. Alcune scuole di yoga trasmettono l’espirazione in maniera diversa, facendola iniziare dalla zona clavicolare e terminare nell’addome. Non c’è una regola unica, il consiglio è di seguire quello che il vostro insegnante di riferimento vi suggerisce.

La respirazione yogica

Si manifesta anche nelle parti laterali e posteriori del busto, anzi queste sono le parti più importanti per una corretta respirazione, non solo in quella frontale. La percezione delle aree della respirazione aumenta durante l’esecuzione degli āsana dello yoga. Se stiamo eseguendo halāsana o sarvangāsana, la respirazione si manifesterà nella zona addominale. Nello specifico caso di halāsana, sarà facile sentire la respirazione nella zona lombare.

Se invece stiamo eseguendo ustrāsana, il respiro si presenterà nella zona toracica e clavicolare. Il corpo sa esattamente dove poter espandere il proprio respiro per evitare l’apnea involontaria.

La respirazione yogica e le altre tecniche di prāṇāyāma

Imparare la respirazione yogica completa è fondamentale per apprendere le tecniche di prāṇāyāma. Solo a titolo di esempio kapālabhāti o bastrikā, richiedono la loro preparazione con la respirazione yogica completa.

Benefici e controindicazioni

Non ci sono controindicazioni quando si respira in maniera completa. Se si dovessero avvertire capogiri dovuti a un’iperossigenazione sarà sufficiente diminuire l’intensità della respirazione.

Quando eseguire la respirazione yogica

La respirazione yogica completa può essere praticata ovunque vi troviate e in qualsiasi situazione.