Prāṇāyāma: la respirazione a narici alternate o Nāḍī śodhana

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La tecnica di prāṇāyāma trattata in questo articolo è adatta anche ai principianti in quanto di facile esecuzione; da un punto di vista energetico la respirazione a narici alternate è una delle tecniche di respirazione più complete.

Prima di addentrarci nella descrizione, può essere utile soffermarsi sul significato di prāṇāyāma.

L’arte della respirazione

pranayama_arte_della_respirazione

Con prāṇāyāma si intende la pratica respiratoria dello yoga. La respirazione ha un ruolo ruolo fondamentale nella pratica degli āsana. Se si esegue una qualsiasi posizione senza prestare alcuna attenzione alla respirazione o se si entra in uno stato di apnea non voluta, il corpo va in sofferenza e la mente si agita.

Una simile condizione si può sperimentare anche nel proprio quotidiano: solo a titolo di esempio, lo stress induce una sorta di apnea. Il lavoro sedentario porta l’apnea. Se in questo esatto momento si prende un respiro più profondo, forse si potranno già percepire i benefici di una respirazione più profonda e controllata. Il termine “controllata” non è a caso. Prāṇāyāma letteralmente significa controllo del prāṇa. Il prāṇa può essere definito come energia vitale; questa si ottiene dal riposo, dall’alimentazione e, ovviamente, dalla respirazione.

Controllare il prāṇa attraverso la respirazione significa nutrire il corpo e la mente di energia vitale. L’aria che entra ed esce dalle narici si inserisce in due importanti canali energetici (denominati nāḍī) trasportando con sé energia vitale.

Alcune tecniche di prāṇāyāma sono molto semplici mentre altre risultano più complesse.

Il consiglio per chi è all’inizio della pratica del prāṇāyāma è quello di affidarsi a insegnanti con esperienza. Il lavoro sulla respirazione deve essere affrontato con gradualità. Se dovessero emergere difficoltà, non esitate a chiedere al vostro insegnante.

Nāḍī śodhana

Il significato di Nāḍī śodhana è “purificazione delle nāḍī”.

Benefici

Questo tipo di respirazione calma la mente agitata e purifica (śodhana) i canali (nāḍī) che, secondo la fisiologia sottile dello yoga, costituiscono l’intera rete energetica dell’individuo.

Questo articolo propone la versione più semplice della tecnica, adatta quindi anche a persone poco esperte. Nāḍī śodhana favorisce inoltre l’equilibrio energetico tra il lato destro e sinistro del corpo.
“[…] Cambiando i lati per l’inalazione e l’esalazione, l’energia raggiunge le parti più remote del corpo e del cervello attraverso le nāḍī che si incrociano ai chakra. Il sādhaka conquista il segreto dell’azione equilibrata in tutte le parti del cervello, e conosce così la pace, la posatezza e l’armonia.” (cfr. Iyengar, “Teoria e pratica del prāṇāyāma” pag. 262)

Tecnica

Seduti con la schiena dritta. È importante prestare attenzione all’allineamento della testa durante l’esecuzione della respirazione a narici alternate. Spesso capita che la testa segua la mano inclinandosi leggermente verso il basso; è fondamentale invece che tutte le vertebre della spina dorsale (comprese quindi quelle cervicali) siano ben allineate tra loro.

Piegare l’indice e il medio della mano destra sul palmo e portare la mano al naso. Il pollice e l’anulare si appoggeranno sulle narici chiudendole alternativamente (il mignolo rimane libero). Non è necessario serrare la narice con forza; è sufficiente premere la piega della narice quel tanto che basta per impedire il passaggio dell’aria.

Se durante la pratica il braccio destro (la cui mano è impegnata nella chiusura delle narici), dovesse appesantirsi, sarà sufficiente sorreggere il gomito con l’altra mano o invertire le mani (quest’ultima possibilità non sempre viene consentita).

Iniziare inspirando dalla narice sinistra.

Chiudere la narice sinistra.

Aprire la narice destra ed espirare.

Tenendo aperta la narice destra, inspirare (la narice sinistra è ancora chiusa).

Chiudere la narice destra.

Aprire la narice sinistra ed espirare.

Questo è un ciclo completo.

Al termine dell’esecuzione si sosta nella posizione seduta con la colonna vertebrale allungata verso l’alto, le braccia rilassate, rimanendo in ascolto delle sensazioni che eventualmente emergono nel corpo.

Osservazioni

Questa tecnica di prāṇāyāma non presenta particolari controindicazioni, può essere praticata da chiunque e in qualsiasi momento; tuttavia, se durante l’esecuzione si dovesse avvertire un senso di disagio o di affaticamento, terminare il ciclo in corso e riprendere una respirazione naturale e spontanea.

Solo a titolo esemplificativo, si riportano alcune testimonianze di alcuni praticanti raccolte direttamente dalle lezioni in cui veniva proposto Nāḍī śodhana.

“Ho una narice molto più libera dell’altra”

Questo è il commento più frequente: in effetti le narici rispondono in maniera differente. Salvo deviazioni del setto nasale o altro, con il tempo Nāḍī śodhana potrebbe portare maggior equilibrio tra le due narici riducendo eventuali differenze.

È faticoso mantenere la colonna vertebrale allungata verso l’alto”

Durante la pratica di qualsiasi tecnica di prāṇāyāma la schiena deve essere mantenuta dritta. Se questo dovesse risultare faticoso è possibile sostenere la posizione seduta con cuscini e coperte. Qualora la posizione dovesse essere ancora difficoltosa è possibile sedersi su una sedia. Anche in questo caso, si può chiedere aiuto al proprio insegnante di riferimento.

È necessario comunque concedere del tempo al corpo per  divenire sufficientemente tonico ed elastico per mantenere a lungo la posizione seduta a terra. Tale condizione la si ottiene praticando gli āsana.

“Per quanto tempo si deve eseguire Nāḍī śodhana?”

La questione della durata di una tecnica di prāṇāyāma è molto discussa. La parola chiave è gradualità. L’aspetto importante è terminare un ciclo completo; il numero di esecuzioni è superfluo, aumenterà con la pratica.

Se dovesse subentrare un affaticamento o difficoltà, è possibile ritornare a qualche respirazione naturale tra un ciclo e l’altro.

Bibliografia e proposte di lettura

B.K.S. Iyengar, “Teoria e pratica del prāṇāyāma” – Ed. Mediterranee Roma 1997

S. N. Saraswati, “Prana Pranayama Prana Vidya” – Ed. Satyananda Ashram Italia Montescudo (RN) 2003

S. Redini, “Prāṇāyāma – Dal respiro nel corpo al corpo nel respiro” – OM Edizioni Bologna 2015 Collana Rasa Marga curata da Anthropos acsd