La posizione in piedi: Tāḍāsana o Samasthiti

Tāḍāsana è una delle prime posizioni  in piedi che si apprende all’inizio del percorso dello yoga. È una posizione molto interessante da indagare: attraverso la posizione in piedi si prende innanzitutto coscienza di come ci sistemiamo nello spazio in una posa che appartiene al contesto quotidiano.

Ognuno di noi, durante la giornata, è impegnato in tantissime attività che prevedono l’appoggio su tutti e due i piedi. È talmente scontato stare in piedi che, solitamente, non si presta la dovuta attenzione ai diversi dettagli, uno tra i tanti è il come viene distribuito il peso sui piedi.

Significato di Tāḍāsana

Tāḍāsana viene tradotto come la posizione della montagna; il dizionario traduce il termine tāḍa anche con “battito” o, se declinato al maschile, con “soffio” [cfr. A Sanskrit English dictionary, Monier-Williams, pag. 441 col. 3]. Le definizioni trovate evocano un concetto di viva solidità e allo stesso tempo di leggerezza. Si tenga presente che alcune scuole di yoga chiamano samasthiti la posizione in piedi, dove sama significa uguale e sthiti ha accezione di stabilità.

Esecuzione di Tāḍāsana

Tāḍāsana dovrebbe essere praticata a piedi scalzi. In realtà tutta la pratica dello yoga dovrebbe essere eseguita in questo modo, tuttavia per diverse ragioni si possono mantenere i calzini (ad esempio durante il periodo invernale, quando le temperature sono rigide, è bene mantenere al caldo i piedi).

Osservazione della posizione naturale 

Posizione in piedi naturale - Tāḍāsana
Posizione in piedi naturale – Tāḍāsana

Per investigare la posizione in piedi, porsi sul tappetino e rimanere a osservare la posa senza apportare modifiche. Sentire l’attimo in cui i piedi appoggiano al suolo è un momento molto importante: possiamo infatti percepire se si portano tensioni a livello della schiena o delle gambe. Il punto di partenza di Tāḍāsana è prendere consapevolezza della propria posizione eretta naturale, senza apportare correzioni o aggiustamenti.

Una volta percepita la posizione in piedi, procedere nel seguente modo.

I piedi e il loro corretto posizionamento

La distanza tra i piedi dovrebbe coincidere con la larghezza del bacino. Le dita dei piedi sono allungate e, per quanto possibile, leggermente divaricate tra loro, con gli alluci e i mignoli che premono sul pavimento. In questo modo potremo attivare gli archi plantari e rendere la posizione più stabile.

Le gambe

Le gambe sono distese ma con le ginocchia rilassate. Questo significa che non si devono spingere i polpacci verso il retro, estendendo così in modo esagerato le ginocchia, ma nemmeno lasciare le gambe piegate, per evitare di modificare la posizione della schiena, soprattutto nella zona lombare. 

La muscolatura anteriore delle cosce dovrebbe essere tonica. Grazie alla tonicità dei muscoli delle cosce è probabile che anche i glutei lo diventino.

Il busto e le braccia

Dopo aver posizionato i piedi e le gambe come indicato, concentrarsi sul busto: con ogni probabilità la parte bassa dell’addome tenderà naturalmente a rientrare verso l’interno. La gabbia toracica e il petto invece si espanderanno al ritmo della respirazione. Le spalle si rilassano e le braccia rimangono abbandonate lungo i fianchi.

La testa

A questo punto la testa dovrebbe aver già preso la posizione corretta. La sommità del capo è allungata verso l’alto, come la regione occipitale, mentre lo sguardo rimane fisso davanti a sè. Il mento viene lasciato lievemente in direzione dello sterno ma parallelo al suolo.

Tāḍāsana
Tāḍāsana

Questo è Tāḍāsana.

Una volta costruito Tāḍāsana, riprendere l’osservazione della posa come fatto durante la posizione in piedi naturale. Può essere interessante osservare le curve della propria colonna vertebrale e individuare i muscoli coinvolti nel mantenimento dell’āsana, dalla testa ai piedi.

La respirazione

Osservare dove il respiro tende a manifestarsi, se nella zona addominale, toracica o nel petto. 

Dato che il basso ventre viene tenuto verso l’interno, la respirazione sarà favorita nella zona costale e nel petto.

Il ritorno da Tāḍāsana

Il ritorno dagli āsana è un momento altrettanto interessante da osservare. Nel caso di  Tāḍāsana, solo a titolo di esempio, potrebbe essere percepito un generale crollo del corpo verso il basso, l’addome potrebbe sporgere in avanti, il collo aumentare la sua curva lordotica.

Questi sono tutti aspetti che riguardano il corpo fisico, aspetti utili per correggere eventuali difetti di postura anche durante le nostre attività quotidiane.

Tuttavia la posizione di Tāḍāsana agisce, come tutte le altre posizioni dello yoga, anche su un piano energetico. Vediamo cosa succede in Tāḍāsana.

Il significato sottile di Tāḍāsana

Come spiegato nella tecnica, in Tāḍāsana possiamo percepire la stabilità del corpo, oppure se un lato del corpo risulta essere più radicato dell’altro. È una posizione durante la cui esecuzione possiamo sperimentare la fermezza e l’affermazione di sè. La forma della posizione in piedi rappresenta il canale di connessione tra il cielo e la terra. È un guardare avanti senza voltarsi indietro. Tāḍāsana dona un senso di stabilità. È una posizione che mette in contatto la parte razionale con la parte emotiva dell’individuo. La solidità delle gambe permette alla mente di poter accedere a livelli profondi di consapevolezza e quindi di coscienza, pur mantenendo il contatto con la terra e con la propria natura.

Tāḍāsana rappresenta il punto di partenza del cammino. Non è un caso che nelle sequenze della pratica di yoga venga spesso inserita come propedeutica ad altre posizioni in piedi e utilizzata come punto di ritorno. È anche un āsana di riposo, dove è facilitata l’osservazione del ritmo del proprio respiro. 

La posizione in piedi può essere utilizzata anche durante la pratica della meditazione, se lo stare seduti a terra dovesse rendere le articolazioni sofferenti. Per questo motivo è una posizione che permette di sviluppare una ferma concentrazione.

Benefici e controindicazioni di Tāḍāsana

Tāḍāsana non ha controindicazioni, può essere eseguita in qualsiasi momento e in qualsiasi condizione. Non appena la si esegue, i benefici sono subito evidenti.

Non rimane che provare e verificare quanto descritto.

Buona pratica di Tāḍāsana.