Meditazione: cos’è? come si fa?

La meditazione è un argomento su cui molto è stato scritto. Questo breve articolo non ha però interesse a proporre diverse definizioni di meditazione né di spiegare come meditare. Questo articolo è un invito alla pratica della meditazione.

Cos’è la meditazione?

La meditazione non si spiega, si fa. Nel tentativo di definirla sarà evidente, fin da subito, il limite esplicativo delle parole. Ogni seduta di meditazione è diversa dall’altra. È possibile rimanere seduti anche per lungo tempo, ma quello che accade in quel lasso temporale non è definibile a priori.

Come si medita?

Meditazione

L’immagine più comune è quella di una persona seduta in terra a occhi chiusi, gambe incrociate, mani appoggiate sulle ginocchia. È possibile meditare anche in un’altra posizione? La risposta è sì. La meditazione può essere fatta su una sedia, in piedi, sdraiati, persino camminando. C’è una regola fissa? La risposta è no (si precisa che alcune tradizioni hanno un protocollo di pratica, ma in base all’esperienza di chi scrive, la scelta ricade sul non avere una regola fissa). Se si dovesse avere un problema alle ginocchia che impedisce la seduta in terra, è comunque possibile meditare in un’altra posizione. Non è importante la forma ma la sostanza.

L’unica soluzione quindi è sedersi, come si riesce meglio, concentrarsi sul respiro (può essere anche un altro supporto come un’immagine, un suono, un odore o la recitazione di un mantra) e osservare quello che accade. Tutto qui; può sembrare una modalità sbrigativa per esprimersi, in realtà è la forma contratta di “tutto è nel qui, tutto è nel presente”.

Per riassumere: la meditazione non si spiega, si fa. La meditazione non ha un tecnica precisa.

Una “buona” abitudine

Quando si pratica meditazione, si raggiunge lo stato originario – quello che si è dimenticato ma che è sempre presente – di non separazione tra mente e corpo. Dedicare del tempo alla meditazione permette di fare esperienza di questa condizione dimenticata. L’esperienza ripetuta nel tempo va a formare un’abitudine che si può classificare come “buona abitudine”.

Da ricordare

Rimanere consapevoli del momento presente durante la meditazione può risultare molto complesso, soprattutto le prime volte. L’importante è perseverare e non lasciarsi scoraggiare se i pensieri si dovessero affollare nella mente. La conferma di questo giungerà dall’esperienza.

Conclusioni

Per concludere, si propone un breve estratto (pagina 17) dal libro “L’intelligenza spirituale” di Corrado Pensa:

“La meditazione di consapevolezza ci chiede di aderire alle condizioni in cui ci troviamo adesso qui e di lasciar cadere i vari pensieri circa le condizioni nelle quali ci piacerebbe essere o nelle quali riteniamo che dovremmo essere. Abitare consapevolmente le condizioni presenti significa essere unificati e vivi. Volgere l’attenzione al respiro è una ‘attività’ che sorregge anzitutto questa presenza nel presente, questo essere con quello che è così com’è, e dunque questo sapore di verità, questo salutare risvegliarsi al qui e ora.”

(Corrado Pensa, L’intelligenza spirituale, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma 2002).