La vita e i luoghi del Buddha

Il luoghi visitati da Siddhārta, noto come il Buddha, e la sua vita sono di elevato interesse per i praticanti di yoga moderni. Numerosi sono i pellegrinaggi in questi posti e di sicuro molto suggestivi.

La nascita del Buddha

Siddhārta nasce nella città di Lumbinī tra il V e il IV sec. a.C. (circa nel 566 a.C., Gnoli R., La rivelazione del Buddha, vol. I pag. XIII) da una famiglia nobile della dinastia Śākya. Vive a Kapilavasthu e trascorre la sua giovinezza tra piaceri e benessere. All’età di 16 anni si sposa e genera un figlio, di nome Rānula.

L’incontro con la sofferenza

In occasione di un’uscita da palazzo, Siddhārta prende coscienza della sofferenza che affligge l’esistenza attraverso quattro incontri fondamentali:
– un ammalato
– un vecchio incurvato dagli anni
– un cadavere
– un asceta mendicante

Realizza così la caducità della vita, rinnega la vita agiata condotta fino a quel momento e, all’età di 29 anni, decide di abbandonare il suo mondo di illusorio piacere per darsi alla ricerca spirituale.

La pratica dello yoga

Nella giungla di Uruvelā (Uruvilvā), si dedica allo yoga attraverso tecniche di mortificazione del corpo. Esegue queste pratiche per sei anni senza tuttavia riuscire a comprendere come poter recidere la sofferenza.
Decide così di abbandonare questo yoga e si reca nella città di Gayā, dove si siede a riflettere sotto l’albero ficus religiosa.

L’illuminazione

Sotto l’albero del fico, noto successivamente come l’albero della bodhi, Siddhārtha ottiene l’illuminazione, o in altri termini, realizza l’origine della sofferenza e il modo per eliminarla. Questa conclusione dà origine all’elaborazione del suo insegnamento che consiste nelle quattro nobili verità e nel sentiero di mezzo.

L’insegnamento

Ottenuta l’illuminazione Siddhārta, divenuto il Buddha, si dirige verso Benares e, nel noto parco delle gazzelle nei pressi della città di Sārnāth, tiene il primo sermone conosciuto come “La messa in moto della ruota del dharma. Il Buddha espone le quattro nobili verità e il sentiero di mezzo ad alcuni compagni conosciuti durante le pratiche yogiche e poi ritrovati in quel luogo.

La predicazione

Il periodo della predicazione si svolge soprattutto nel Magadha e nel Kosala. Si presume che il suo insegnamento sia stato da lui direttamente trasmesso dal 531 al 486 a.C. circa (Gnoli R., La rivelazione del Buddha, vol. I pag. XVI).

La morte del Buddha

Il Buddha, consapevole della sua vicina dipartita, si dirige verso Kusinārā dove raggiunge il parinirvāṇa, ovvero quello che secondo il buddhismo è la completa estinzione (uscita dal ciclo delle rinascite, saṃsāra).

Il Buddhismo

Se per religione si intende la devozione verso una divinità, il buddhismo non può essere definito una religione. Lo si può catalogare come una corrente di pensiero.
Il Buddha ha cercato e trovato un metodo di esplorazione della sofferenza, utile al suo superamento attraverso la comprensione delle sue leggi. Non è importante soffermarsi su quale tecnica sia stata utilizzata. L’essenziale è applicare lo strumento di indagine e capire quando esso ha esaurito la sua utilità.

Lo yoga è uno strumento di indagine?

La risposta è sì, lo yoga è uno strumento investigativo di sè. Si applica per comprendere la propria autentica natura, anche attraverso l’uso del corpo. I diversi approcci allo yoga si spiegano grazie alla molteplicità delle nature, per questo non si può fare riferimento a uno “yoga classico” ma limitarsi a fare discorsi sullo yoga.
Il Buddha non ha trovato beneficio dalle pratiche yoga di automortificazione, ma ha trovato una strada che ha poi influenzato le successive correnti di yoga.

Bibliografia

Franci G.R., Il buddhismo, ed. Il Mulino, Bologna 2004.
Gnoli R., La rivelazione del Buddha, Vol. I e II, ed. Mondadori, Milano 2001.