L’insegnamento del Buddha – Il primo sermone

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Il primo sermone del Buddha, conosciuto come “La messa in moto della ruota del dharma” (Dharmacakrapravartana) si svolse nei pressi di Benares. Nel parco delle gazzelle, i primi seguaci appresero l’insegnamento delle quattro nobili verità e dell’ottuplice sentiero.

I testi del buddhismo

Il Buddha non lasciò in eredità testi da lui redatti che racchiudessero la sua parola e i suoi insegnamenti. La raccolta della letteratura buddhista avvenne dopo la morte del Buddha. Questo portò alla formazione di scuole di pensiero distinte tra loro, ma nella comune convinzione di essere in possesso della vera interpretazione dell’insegnamento del Buddha.
Diversi furono i concili e i sinodi che si tennero in altrettante località buddhiste.

L’insegnamento del Buddha

Fulcro dell’insegnamento del Buddha è l’esposizione delle quattro nobili verità. Queste servono per comprendere ciò che è alla base della sofferenza e come superarla.
Le quattro nobili verità si possono riassumere in questo modo: vi è dolore, esso ha una causa, può essere soppresso, esiste un metodo per superare il dolore.

Prima verità

La prima verità porta l’attenzione alla condizione di ogni essere. Lo sguardo deve essere portato ai possibili disagi (ad esempio, insoddisfazione, pena ecc.) in quanto espressioni di dolore. Si parte quindi dall’assunto che l’esistenza è dolorosa.

Seconda verità

La causa del dolore è imputabile alla brama di godimento e all’attaccamento che esso produce. In pratica l’impulso desiderante è la causa del dolore. La stessa condizione di impermanenza delle cose, porta a non accettarne l’inevitabile fine.

Terza verità

Il dolore può essere soppresso eliminando la brama del desiderio, la liberazione dalla sete di ottenere l’oggetto del nostro desiderio o il distacco da ciò che è terminato o è destinato a terminare.

Quarta verità

Il Buddha ha elaborato un metodo per superare la condizione di dolore. La tecnica coincide con il nobile ottuplice sentiero: retta visione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retti mezzi di vita, retto sforzo, retta attenzione, retta concentrazione.

Riflessioni

A una prima impressione il buddhismo potrebbe apparire pessimista. In realtà è una corrente di pensiero che propone una soluzione alla sofferenza. Non si limita a descrivere le miserie dell’esistenza, indica il nobile ottuplice sentiero come la soluzione alla cessazione della sofferenza.
L’insegnamento del Buddha è un messaggio di speranza. Fornisce un metodo per coltivare una mente calma e in grado di vedere la realtà delle cose.

La tecnica

L’efficacia del metodo insegnato dal Buddha per la cessazione della sofferenza, si può trovare nell’opera Saṃyutta Nikāya, ritenuta parte autentica della predicazione del Buddha.
Le strofe comprese tra la 273 e la 275 (Gnoli R., “La rivelazione del Buddha – I testi antichi, ed. Mondadori, Milano 2004) indicano l’ottuplice sentiero e le quattro nobili verità come la via migliore per intraprendere il cammino spirituale.

273. Dei sentieri, l’ottuplice è il migliore.
Delle verità, le quattro parole sono le migliori.
Il non attaccamento è la migliore delle dottrine (dhamma)
e dei bipedi, colui che è dotato dei cinque occhi.
274. Questo solo è il sentiero, non ve ne è altro
per purificare la conoscenza.
Percorretelo!
Ciò confonderà Māra.
275. Entrati in esso,
porrete fine al dolore.
Io ho proclamato il sentiero,
dopo aver compreso l’estrazione delle frecce.

La retta concentrazione

Tra gli otto passi proposti, di interesse per un praticante di yoga è la retta concentrazione. Può essere infatti intesa come la pratica della meditazione.
Lo studio e la riflessione sui contenuti degli insegnamenti riportati nei testi della tradizione, ha portato la meditazione a essere conosciuta e praticata nelle comunità.
Per meglio comprendere cosa intende il Buddha per sofferenza e quale sia l’inganno della mente, si rimanda all’articolo La sofferenza (duḥkha) secondo il pensiero dell’India.

Bibliografia

Franci G.R., Il buddhismo, ed. Il Mulino, Bologna 2004.
Gnoli R., “La rivelazione del Buddha – I testi antichi, ed. Mondadori, Milano 2004.