Lo yoga dello stare a casa

yoga a casa

Marzo e aprile 2020 sono mesi che non dimenticheremo facilmente.
Il rimanere a casa forzatamente suscita emozioni tra loro discordanti. Da un lato il piacere di riscoprire ritmi più lenti, dall’altro l’angoscia di non sapere quando l’emergenza sanitaria in corso terminerà. Il nostro tempo libero ha subito un radicale cambiamento, in questo la pratica dello yoga è divenuta “lo yoga a casa”.

Il tempo libero permette di osservare

A causa delle restrizioni per l’emergenza sanitaria, tutte le attività fuori casa sono state sospese a data da destinarsi. Il tempo impiegato per raggiungere i luoghi delle nostre attività, tra cui la pratica dello yoga, si è annullato lasciando un vuoto, un vuoto da osservare. Cosa fare? Come fare?
Le risposte a queste domande sono arrivate in breve tempo.

Le dirette Facebook

Dopo pochi giorni dalla chiusura, sono state pubblicate su Facebook dirette di lezioni di yoga a ogni ora. Il rapporto allievo-insegnante ha subito un cambiamento di piano, da una relazione personale a una relazione virtuale. Tra l’altro, nelle dirette Facebook gli insegnanti non riescono a sapere né tantomeno vedere chi ci sia dall’altra parte: la relazione tra allievo e insegnante diviene ancora più fioca.

Le lezioni online

Contemporaneamente sono divenute di uso comune piattaforme di videochiamate, note soprattutto in ambito lavorativo. Skype, Zoom e Google meet sono tra le più gettonate.
Molti insegnanti di yoga si sono così velocemente cimentati nell’apprendere il funzionamento di questi strumenti per offrire lezioni virtuali.

La pratica segreta

La prima riflessione in merito al fenomeno delle lezioni online è su ciò che prescrivono i testi dell’haṭhayoga, in particolare l’Haṭhayogapradīpikā, cioè che la pratica dello yoga dovrebbe essere tenuta segreta e di essa non si dovrebbe parlare: “11. Lo yogin che desidera la perfezione deve tener segreta in sommo grado la scienza dello Yoga, poiché essa, tenuta celata, è potente, ma divulgata perde il proprio vigore” (da “La lucerna dello haṭhayoga”, a cura di G. Spera, ed. Magnanelli, Torino, 2002, pag. 38).
Questa indicazione è evidentemente in contrasto con quanto sta accadendo oggi. Chiunque può seguire dirette di lezioni yoga a casa, sul proprio computer o smartphone, in qualsiasi momento della giornata.

Cosa fare?

La pratica di yoga personale

Tra la diretta Facebook e la pratica segreta dell’haṭhayoga, può esserci una via di mezzo (come insegnava il Buddha).
Innanzitutto lo spazio vuoto che il rimanere a casa impone è un’ottima occasione per interrogarci nuovamente su perché facciamo yoga.
Se pratichiamo già da diverso tempo sul tappetino, questa potrebbe essere l’opportunità per stimolare la pratica personale. Il contatto con le nostre sensazioni è il substrato per lasciare che gli āsana fioriscano dal nostro corpo e non dalla memoria.

L’occasione per nuove domande

L’insegnante, durante le lezioni di yoga in aula, aiuta a rimanere connessi con le proprie sensazioni. Quando ci troviamo sul nostro tappetino a casa, possiamo porci nuove domande: perché sento la necessità di seguire delle lezioni di yoga online? Me la sento di praticare yoga a casa da sola/o? Questo momento può rivelarsi molto utile per comprendere meglio il rapporto che abbiamo con il proprio ascolto, coltivato attraverso la pratica di yoga.

La gioia di sperimentare

Se diamo fiducia al nostro sentire potremmo scoprire che siamo perfettamente in grado di praticare da soli. Quando si scopre questo, quando si realizza la propria capacità di applicare su di sé lo yoga, nasce la consapevolezza di quanta strada è stata fatta lungo questo percorso. Sperimentare le proprie sequenze, viverle connessi con il nucleo centrale di sé, sono altri passi sul cammino. Perché non provare? Dopo aver sperimentato questo, la pratica guidata sarà ancora più piacevole e saremo in grado anche di apportare eventuali modifiche, qualora le posizioni proposte non dovessero fare al caso nostro. Come fare?

La risposta è la la via di mezzo

Uno degli insegnamenti del Buddha è verificare che quanto ci viene detto corrisponda a una verità per noi. La via di mezzo permette di mantenere uno sguardo verso l’esterno e uno verso l’interno: se quanto viene proposto dall’esterno è in buona risonanza con quanto percepito internamente, possiamo essere certi di trarne un beneficio. Se quanto percepito dall’interno suscita un senso di necessità di riempire uno spazio vuoto, abbiamo l’occasione di conoscere qualcosa in più di noi stessi.

Per chi è all’inizio dell’esperienza di pratica

Se l’esperienza di pratica non fosse ancora ben consolidata, continuare ad affidarsi a un insegnante anche nella modalità virtuale potrebbe rivelarsi utile, ma diviene ancora più importante prestare attenzione a non farsi male. La lezione di yoga online non permette all’insegnante una pronta indicazione e correzione, quando questa potrebbe essere necessaria. La diretta su Facebook è ancora più limitante in questo senso, perché l’insegnante, oltre a non avere la possibilità di controllare cosa stiano facendo le persone connesse, non ha nemmeno idea di chi sia collegato (se non attraverso i commenti delle persone).

Testimonianze dai praticanti

In questo tempo ho raccolto qualche testimonianza di persone che stanno praticando yoga online.
Premetto che il numero di persone intervistate non può essere considerato un campione rappresentativo di tutti coloro che praticano yoga da casa, tuttavia le risposte ottenute sono molto incoraggianti.
Innanzitutto la continuità della pratica di yoga è stata molto apprezzata, ma l’aspetto più importante da evidenziare è lo sviluppo di un miglior ascolto e attenzione del praticante verso di sé. Consapevole che la correzione mirata dell’insegnante poteva essere meno efficace, il praticante di yoga ha affinato l’attenzione verso di sé, e questo è un aspetto fondamentale del sentiero dello yoga.

Gli insegnanti di yoga

Questo tempo di sospensione è stato utile anche per gli insegnanti di yoga che hanno avuto l’occasione di sperimentare una nuova modalità di insegnamento, non in sostituzione dei corsi in presenza, ma una possibile alternativa in caso di necessità. Scontrarsi con i propri limiti tecnologici (chi più, chi meno), con i problemi di connessione di alcune persone, con la mancanza di poter vivere la relazione con il gruppo ecc., sono tutti aspetti a cui l’insegnante di yoga ha dovuto far fronte attingendo a risorse impreviste, per poter permettere alle persone di praticare yoga a casa propria.